
- Le priorità sul tavolo: dall’economia agli scambi people-to-people, tanti i temi sul tavolo
- Faccia a faccia tra leader: dopo l’incontro Modi-Meloni al G7 in Puglia, appuntamento per il G20 in Brasile
- Partnership totale: la dimensione strategica delle cooperazione abbraccia questioni bilaterali, regionali e globali
L’Ambasciatore italiano in India, Antonio Bartoli, ha incontrato il ministro degli Esteri indiano, S. Jainshankar, in un faccia a faccia in cui sono stati discussi i pilastri della partnership strategica tra i due Paesi.
Dialogo politico, economia, connettività, innovazione, spazio, difesa, transizione energetica, sicurezza, mobilità, cultura e contatti interpersonali. Molte sono le priorità del partenariato strategico Italia-India.
Negli ultimi due anni, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il suo omologo, il primo ministro Narendra Modi, hanno aggiornato i progressi delle relazioni bilaterali in più di un’occasione, concordando sulle volontà di rafforzare la cooperazione nei forum globali e nelle iniziative multilaterali, tra cui quelli più ampi come il G20 a quelli più specifici, su tutti il Corridoio economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC).
I due leader, che probabilmente avranno un bilaterale in occasione del G20 brasiliano tra pochi giorni, si sono incontrati l’ultima volta il 14 giugno, al termine della visita di Modi in Puglia, durante la quale l’indiano ha partecipato al Vertice del G7 su invito dell’Italia
In quell’occasione, tra le varie cose si era discusso della visione condivisa per un “Indo-Pacifico libero e aperto”, che per l’Italia (come per l’India) significa anche procedere all’implementazione di IMEC. Il progetto, nato proprio durante lo scorso G20 ospitato dall’India, è un elemento di eccezionale interesse, inglobando una dimensione geoeconomica che tocca commercio, industria e transizione energetica, e costruendo il vettore fisico portante del concetto geostrategico di “Indo-Mediterraneo”.
L’IMEC (a cui aderiscono anche Usa, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Francia, Germania e Unione Europea) è visto anche come un’iniziativa per rimodellare le catene del valore davanti all’influenza strategica cinese, espressa attraverso la Belt and Road Initiative (BRI), che ha subito crescenti critiche per la mancanza di trasparenza e il mancato rispetto della sovranità delle nazioni. In quest’ottica l’India diventa snodo di mezzo, aprendo sul lato orientale la connettività verso il Sud-est asiatico con progetti come la Bay of Bengal Initiative for Multi-Sectoral Technical and Economic Cooperation (BIMSTEC).
Se è vero che IMEC è l’infrastruttura geopolitica che fa da asse portante delle relazioni Roma-New Delhi, è altrettanto vero che esse si espandono anche su altre questioni: da quelle bilaterali come lla cooperazione industriale (per esempio nella Difesa o nell’aerospazio), gli scambi culturali o il turismo, a quelli regionali, come la sicurezza marittima, fino ai grandi temi globali (per esempio la lotta al climate change),
La collaborazione è pressoché totale, strategica appunto. I due leader hanno già preso atto a nome dei rispettivi Paesi del bisogno di mantenere un regolare dialogo politico, che procede anche tramite incontri come quello di Bartoli e Jaishankar. Momenti da cui si arricchisce il partenariato strategico India-Italia.
