
- Italia e India hanno firmato un piano d’azione congiunto: durante il vertice del G20 in Brasile, volto a rafforzare la loro partnership strategica nei prossimi cinque anni.
- L’accordo si concentra su vari settori tra cui: il dialogo politico, l’economia, la difesa, l’innovazione e la cultura.
- Questa partnership avvantaggia: l’India, aumentando i suoi interessi in Occidente e aumenta l’influenza dell’Italia in Oriente.
È la cornice del G20 brasiliano a fare da sfondo alla firma del joint action plan tra Italia e India, una roadmap che traccia la traiettoria dei prossimi cinque anni della strategic partnership.
Giorgia Meloni e Narendra Modi si vedono a Rio de Janeiro per la quinta volta in due anni, confermando un’intesa politica di altissimo livello (Meloni non ha incontrato così tante volte nessuno altro capo di Stato o di governo extra Ue).
Il piano di azione sarà la base di compimento della partnership elevata al massimo livello reciproco nel 2023. Da lì attingeranno gli elementi della relazione attuale e soprattutto futura tra i due Paesi. I temi sul tavolo, come ricordato nell’incontro tra l’ambasciatore italiano in India, Antonio Bartoli, e il ministro degli Esteri S. Jaishankar, sono moltissimi: dialogo politico, economia, connettività, innovazione, spazio, difesa, transizione energetica, sicurezza, mobilità, cultura e contatti interpersonali.
Per l’India, il rapporto con l’Italia è un moltiplicatore delle attività e degli interessi verso Occidente. La condivisione di IMEC indica l’interconnessione indo-mediterranea tra le due Penisole, naturalmente orientate nei loro bacini geostrategici, e portate all’integrazione geoeconomica, oltre che alla condivisione storica del messaggio culturale indo-abramitico.
Per l’Italia, quella indiana diventa contestualmente la via naturale per la proiezione verso Oriente, attraverso l’Indo-Pacifico, che ha un naturale portale geopolitico lungo quell’Indo-Mediterraneo condiviso con New Delhi.
Con la roadmap, gli scambi tra i due Paesi prenderanno forma e continuità su una molteplicità di livelli che vanno dal dialogo costituzionale a quello tecnico tra funzionari ministeriali, per primi quelli di Esteri e Difesa, ma anche gli scambi tra business community e quelli culturali. Agganciati alla roadmap procederanno tutti i piani comuni, dalle collaborazioni nelle strutture multilaterali a quelle bilaterali. Sulla base della stessa, si muoveranno quindi le future connessioni Roma-New Delhi.
