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IMEC
  • Asse India-Emirati Arabi Uniti: Rapporti strategici sempre più consolidati tra Nuova Delhi e Abu Dhabi, con cooperazione economica, energetica e infrastrutturale in espansione.
  • Focus sull’IMEC: L’India-Middle East-Europe Corridor (IMEC) emerge come progetto centrale per i collegamenti globali, rafforzando il ruolo geopolitico dell’India e degli Emirati.
  • Prospettive future: Sviluppo di reti commerciali e trasportistiche, con un impatto sulla stabilità regionale e sulla crescita economica dei paesi coinvolti.

Il solido partenariato con gli Emirati Arabi Uniti (EAU) si è affermato ormai da tempo come uno dei pilastri fondamentali della strategia dell’India di Narendra Modi per il Medio Oriente. Proprio gli importanti risultati raggiunti finora e le potenzialità di questa intensa relazione bilaterale sono stati al centro della tappa inaugurale del Raisina Middle East, la conferenza svoltasi ad Abu Dhabi tra il 28 e il 29 gennaio, organizzata dal think tank indiano Observer Research Foundation (ORF),in collaborazione con i Ministeri degli Esteri di India ed EAU. Le due diplomazie, protagoniste dell’evento, hanno di fatto giocato un ruolo fondamentale ai fini del consolidamento del rapporto tra Nuova Delhi ed Abu Dhabi, facilitato dalle ottime relazioni personali instaurate dal Ministro indiano S. Jaishankar con l’omologo emiratino, nonché Vice Primo Ministro degli EAU, Sheikh Abdullah Bin Zayed Al Nahyan.

Tra i temi al centro della conferenza, tenutasi nel contesto di un prolungato conflitto mediorientale ancora apparentemente lontano da una soluzione di lungo periodo, vi sono stati commercio econnettività, investimenti, energia, ma anche difesa, sicurezza, tecnologia e innovazione. Uno spazio particolare è stato riservato ai corridoi commerciali che vedono protagonisti i due Paesi organizzatori, su tutti l’India–Middle East–Europe Economic Corridor (IMEC), cui partecipa anche l’Italia. La rotta tra i porti occidentali dell’India e quelli degli EAU rappresenta, già oggi, il cardine principale del progetto, che vede tra i protagonisti i colossi della logistica marittima dei due Paesi, ossia Adani Ports & SEZ e DP World. Proprio il gruppo emiratino, controllato dal Governo di Dubai, aveva siglato nel 2023 un’intesa per lo sviluppo del nuovo porto indiano in acque profonde di Vadhavan, destinato nel prossimo futuro a divenire uno snodo chiave per il transito del commercio marittimo regionale. Nel corso del 2024, mentre il destino del segmento occidentale di IMEC appariva in stallo a causa del protrarsi della crisi in Medio Oriente, quello orientale si sviluppava con rinnovato vigore proprio lungo l’asse Nuova Delhi-Abu Dhabi, grazie ad una serie di misure volte ad armonizzare e facilitare le attività degli operatori e accelerare di conseguenza gli scambi. Nel febbraio 2024, ad esempio, nel corso del suo settimo viaggio negli EAU dalla sua ascesa al potere, il Primo Ministro indiano Narendra Modi ha siglato con il Presidente emiratino Mohammed bin Zayed Al Nahyan un accordo quadro intergovernativo per l’implementazione dell’IMEC. Ancora, lo scorso dicembre, nel corso del 15esimo incontro della Commissione congiunta India-UAE presieduta dai rispettivi Ministri degli Esteri, i due Paesi, il cui rapporto è cresciuto fino a includere la cooperazione nel campo della ricerca polare, hanno lanciato nuove iniziative volte a facilitare lo scambio dati e la comunicazione tra strutture e operatori marittimi.Intanto, stimolato dal Comprehensive Economic Partnership Agreement (CEPA) entrato in vigore nel 2022, l’interscambio complessivo è cresciuto fino a oltre 83 miliardi di dollari (2023-2024) e ora i due Paesi mirano, entro il 2030, a portare oltre i 100 miliardi di dollari il commercio non petrolifero.

In questo contesto, la presenza al Raisina Middle East del National Security Advisor greco, Athanasios Ntokos, nonché di delegati francesi ed italiani, ha contribuito a ravvivare il dibattito internazionale anche in merito al segmento occidentale del progetto. Proprio la Grecia, in questa fase, appare, infatti, tra gli attori europei più attivi sul dossier IMEC, tra i temi al centro dell’incontro del 6 febbraio tra i titolari degli Esteri a Nuova Delhi, S. Jaishankar e l’omologo George Gerapetritis. Dal canto suo, l’Italia sembrerebbe puntare alla candidatura del porto di Trieste come terminal ultimo del corridoio, dati gli ottimi collegamenti tra questo e i centri produttivi dell’Europa centro-orientale. L’approdo presso l’infrastruttura portuale di Trieste, inoltre, consentirebbe all’Italia di imporsi come snodo determinante anche per i mercati dei Paesi balcanici con i quali sono in corso da tempo trattative di adesione all’Unione Europea (UE). Tuttavia, l’Italiaappare ancora non intenzionata a percorrere la strada intrapresa dai francesi, i quali hanno da tempo nominato un inviato speciale per il progetto che lavora per inserire Marsiglia come principale terminal europeo del corridoio. Nell’attesa di effettuare passi in direzione dell’implementazione del progetto, India e UE dovrebbero comunque accelerare i negoziati relativi al Free Trade Agreement, così da massimizzare il potenziale dell’IMEC. Sempre ad Abu Dhabi, l’ampia presenza di attori mediorientali è servita anche a comprendere il posizionamento critico di diversi attori regionalirispetto al corridoio indo-mediterraneo, i quali temono la marginalizzazione qualora venissero esclusi del tutto, ossia Turchia ed Egitto.

Oltre i temi della connettività e dell’instabilità mediorientale, la conferenza ha offerto un forum di discussione utile ad affrontare il tema della competizione tecnologica e della necessità di strutturare partenariati tra attori affini nei settori strategici, quali energia e difesa. Il tema, su cui l’India mostra una particolare attenzione, dovrebbe suscitare un grande interesse anche a Bruxelles, poiché l’UE rischia di subire le conseguenze più gravi della crescente competizione tecnologica globale, in assenza di poli tecnologici avanzati che le garantiscano un’autonomia strategica. La presenza ad Abu Dhabi di importanti attori dell’industria tecnologica e della difesa statunitense ha rilanciato,inoltre, il tema della volontà indiana di diversificare le sue forniture, facendo affidamento in maniera crescente su attori del blocco Euro-Atlantico e trasformando il partenariato bilaterale con gli EAU in una sorta di troika con gli Stati Uniti. Anche qui, come nel caso della connettività e dei corridoi commerciali, la partita riguarda da vicino l’Italia. Forte dei partenariati strategici siglati nel marzo del 2023 con entrambi i Paesi promotori dell’evento, Roma è reduce dalla firma recente di un accordo con gli emiratini sulle rinnovabili da sviluppare in Albania del valore di un miliardo di euro e, soprattutto, è pronta ad inviare in territorio indiano una delegazione della Difesa per definire possibili intese. In attesa, magari, di ospitare il primo Raisina Europe.

Analyst, Asia and Pacific, CeSI